IL SILENZIO…

12/12 17:36
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un silenzio che fa rumore…

La satira politica è sempre esistita, così come la politica satira.

Simone Stara

Oggi è doveroso ricordare le 7 vittime della Tissenkrupp, correva l’anno 2007, la notte del 6 dicembre scoppiava un incendio già annunciato, le pene esemplari, ma che di certo non valgono la vita di ognuno dei 7 operai, hanno dimostrato la responsabilità oggettiva da parte della 6 dicembre 2011: il ricordo delle vittime della ThyssenKrupp a 4 anni dalla tragedia al Monumentale
dirigenza dell’acciaieria di Torino.

Il mio più sentito cordoglio va alle famiglie delle vittime.

IO NON DIMENTICO:

6 dicembre 2011: il ricordo delle vittime della ThyssenKrupp a 4 anni dalla tragedia al Monumentale

Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.

Simone

24 ANNI, TANTI AUGURI EL PASO!

Sabato a EL PASO si sono festeggiati i 24 anni di occupazione. Sembrava ieri quando all‘età di 11 anni al ritorno da scuola ci passavo davanti e tra la curiosità e la magia che mi trasmettevano quel luogo, quelle persone e quei murales, vi era una sorta di pudore nel non voler invadere la loro vita. Un giorno però non ce l’ho fatta e così mi sono fatto coraggio e ho varcato il cancello, quel cortile popolato dai carrelli del supermercato, da manichini ignudi che, attraverso il loro sguardo fisso lasciavano immaginare una sorta di invito: “occhio qui nessuno ti giudica per come sei, ma non romperci i coglioni per ciò che siamo”. Sul lato di una facciata invece vi era una sorta di ponteggio, ricordo alcuni ragazzi, con creste rosse, verdi e gialle, con orecchini ovunque, anche sul naso, che in mano tenevano delle bombolette spray, con le quali davano vita a ciò che sentivano dentro, per quel vecchio muro impregnato di smog era ossigeno, per me era arte da ammirare. Purtroppo per i più, erano dei pochi di buono, dei fannulloni e delinquenti ed erano persone dalle quali bisognava diffidare e stare lontano. Io invece che facevo sempre l’opposto di quello che la gente diceva o pensava, mi ero lasciato andare, volevo frugare nel “loro” mondo, ma anche esorcizzare un pregiudizio del cazzo e così ogni tanto mi facevo un giretto nel cortile e all’ingresso, per vedere le nuove opere o anche solo per andare contro a quello che la gente diceva: “state lontano da quelli là”. Nella vita ci va coraggio nel portare avanti ciò in cui crediamo, anche a costo di andare contro tutti e tutto, quei ragazzi a metà degli anni 80 mi stavano insegnando proprio questo, in realtà lo stavano insegnando a molti, ma quei molti erano troppo occupati a giudicarli e a tenerli alla larga con falsi pregiudizi.
Ne son passati di anni da quel 5 dicembre del 1987, l’ex asilo ha ospitato e visto di tutto, ma i suoi abitanti son sempre stati contro qualsiasi compromesso o collaborazione con le istituzioni politiche, la coerenza li ha sempre contraddistinti e oggi come allora, continua ad essere illegale, come è giusto che sia.
Tanti auguri EL PASO, tanti auguri fratelli anarchici, avanti fino alla fine e come diceva il Grande Bakunin:


Io sono un uomo libero solo in quanto riconosco l’umanità e la libertà di tutti gli uomini che mi circondano.”


Nè centro, nè sociale…nè squat

Simone

Nel 1906, esattamente 105 anni fa nascevi te amore della mia vita, ma io mi sono potuto innamorare di te solo ‘77 anni dopo. Me lo ricordo come fosse oggi! Quel bambino di appena 8 anni che portava al collo, con orgoglio e fierezza, la sua sciarpetta di lana che citava, “FORZA TORO”, in caratteri grezzi, come si usavano una volta, fremeva da una settimana. Infatti, mio padre e i miei zii mi dissero che saremmo andati a vedere la partita TORINO-Cagliari (madreterra di mio padre). Ero talmente emozionato che tremavo dentro, la notte passata l’avevo trascorsa in bianco, al mattino sembravo una trottola impazzita, non stavo più nella pelle e verso le 13 giunse finalmente l’ora di partire per lo Stadio Comunale. Una volta trovato parcheggio e scesi dalla macchina (impresa epica), ci imbattemmo in un fiume di gente vestita di granata, li guardavo estasiato, ammirato e rapito al tempo stesso dall’atmosfera che si poteva respirare nell’aria, aleggiava un qualcosa che ora come allora non sò spiegare, ma mi faceva sentire vivo, avvolto e travolto da un turbine di emozioni. In coda ai botteghini, si potevano ascoltare le discussioni dei più “anziani”, quelli che per loro fortuna avevano visto giocare il “GRANDE TORINO”, ma anche dei più giovani che solo 7 anni prima avevano festeggiato l’ultimo scudetto. Fin da piccolissimo fui ammaliato dai colori granata, non sò perché, mio padre non era tifoso, seppur prediligesse certo i colori granata piuttosto che quegl’altri brutti e appartenenti ad una razza inferiore. Ricordo l’ingresso allo stadio, quei gradoni che andavano ad affacciarsi sul manto erboso, ma ciò che non posso e non potrò mai scordare era quel muro di persone che affollava la Curva, non un curva qualsiasi, bensì la Curva Maratona. Quel bandierone granata con al centro un Toro rampante che scendeva grazie a delle carrucole manovrate dai tifosi, abbracciava tutta la Maratona, e grazie al movimento delle braccia e delle mani da sotto sembrava davvero “un oceano di passione in un mare di tifo”. Era un tifo assordante, il battito a tempo dei tamburi e delle mani, l’odore acre dei fumogeni che ricopriva il cielo e si disperdeva nell’aria, i bandieroni che venivano sventolati lungo la pista d’atletica che, delineava una sorta di confine tra la curva e il campo di gioco, ma che in realtà era un tutt’uno. Ai tempi non vi era nè digos nè assurde leggi, tantomeno poncharelli di turno a vietare di manifestare la propria passione. E quando al 10′ minuto del primo tempo, Torrisi del Torino replica al goal del Cagliari realizzato solo 6 minuti prima, ecco che quell’oceano di passione sfocia in un’ondata travolgente di esultanza, i giocatori che vennero a festeggiare sotto la Curva, gli abbracci con il popolo granata e quel coro ripetuto “TORO, TORO, TORO” riecheggiano come un eco nella mia testa e nel mio cuore. Da allora fù come se avessi consacrato la mia fede, un rituale profondo che da quel momento fin che morte non mi separi e per l’eternità, mai potrò tradire.
Oggi son cambiate molte cose, da vent’anni a questa parte il popolo granata sta assistendo ad una violenza dietro l’altra, i presidenti indegni di turno, stanno deridendo e usurpando la nostra gloriosa storia, ma l’ideale del Toro non morirà mai. Ad oggi abbiamo il peggior presidente della nostra storia, un menestrello contastorie, ma al tempo stesso anche un imperatore che divide et impera un popolo ferito nell’orgoglio, ma che non abbassa la testa, qualcuno si lascia sopraffare, ma molti non ci sono cascati, anzi come il Toro nell’arena punta e carica.
Il TORO è una fede, un amore infinito, un ideale che nessuno potrà mai comprendere  a meno che non lo si viva.
TANTI aUGuri TORO E MIO GRANDE AMORE, AUGURI A TUTTI NOI TIFOSI GRANATA!
Simone

2/12/11

2/12 15:59
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Ecco come mi sento oggi, vicino ad un burrone, mi dimeno, cerco di strisciarmi sulla madre terra per sentirne l’energia, assorbirla e tramutarla in amore e con i mille pensieri che pervadono il mio essere mi lecco le ferite, guardo oltre l’orizzonte che riflette una luce che mi permetterà di illuminare il mio cammino.

Guardare oltre l’apparenza, questo è ciò che devo fare.

Buona vita a tutti!

Simone

01/12/11

1/12 16:49
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E quando tutto sembra scivolarti via, bhè quello è il momento di bloccare tutte le sensazioni negative, quell’apatia e quel senso di inappropriatezza che senti tue, ma che sono parte integrante della vita di tutti i giorni, senza tutto ciò, sarei un’automa, un mappets al quale manovrare il corpo e la mente. Nè ora nè mai, permetterò al mio lato oscuro di prevalere, sbaglierò, prenderò porte in faccia, mi giudicheranno e mi derideranno, ma non è importante quello che dicono o pensano gli altri nei miei confronti, ciò che più conta è essere me stesso, con tutti i miei pregi e difetti.

Oggi mi sento così, un pò ingombrante, ma dal mio posto non mi smuovo, ora sò che non potrei occuparne un altro se non il mio e tanto vale lottare qui, farmi spazio e scacciare lquel senso di ingombro per dar spazio al mio essere.

Buona vita a tutti!

Simone

26/5 12:19
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Un grazie a tutti quelli che si stanno adoperando, sia fisicamente che moralmente, è un momento molto difficile per me, ma il solo sentirvi vicino mi trasmette quella forza che sta venendo meno.

Qui troverete gli articoli usciti tra ieri e oggi:
http://www.cpdconsulta.it/file/lib/data/immagine2.pdf”]http://www.cpdconsul…a/immagine2.pdf

http://www.cpdconsulta.it/file/lib/data/immagine.pdf”]http://www.cpdconsul…ta/immagine.pdf

http://www.toronews.net/?action=article&ID=22323

GRAZIE!

23/5 13:20
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Leggete quanto accade e che umiliazioni deve subire un cittadino italiano,senza tralasciare il particolare che, a creare tutto ciò è un’istituzione pubblica come la Sanità. Al peggio non c’è mai fine!


http://alexporro.wordpress.com/2011/05/19/192/


“e non finisce qui…

19/5 17:04
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preferisco essere odiato per ciò che sono, invece di essere amato per un eventuale maschera che dovrei portare per piacervi!